Ce l'ha fatta a scendere, questa sera... Finalmente!
Afa insopportabile per tutto il giorno. Traffico cittadino da giorno autunnale... che volere di più dalla vita? Un Lucano, ovviamente! Magari in carne ed ossa... uhm... forse meglio il lucano versione bottiglia, quelli in carne ed ossa danno troppi problemi.
Il caldo mi sta stremando. Soprattutto mi sta distruggendo i pensieri e la volontà. Questo luglio è come se fosse due mesi insieme.
Certe volte penso: e se mi arrendessi? Nel senso, se lasciassi andare a quel paese tutto e tutti e mi ritirassi in un bell'eremo solitario? No, non suora di clausura... eremita che, come dice Battiato, "rinuncia a sé"...
Sono un pò stanca. Anche di me stessa, certe volte.
E se assumessi un altro nome, un'altra identità e chissà cos'altro ancora?
Sto vaneggiando... Effetti del caldo... ma vorrei davvero, a volte, essere un'altra persona...

Fine luglio. Mese lunghissimo, almeno per me.
Quest'anno l'estate mi sta letteralmente massacrando, sia dal punto di vista fisico che dal punto di vista morale.
La mia pressione è sempre più bassa, malgrado gli integratori. Ci sono giorni che fatico ad alzarmi e che, quando arrivo a casa, crollo sul letto completamente inutile. Vorrei uscire, fare qualcosa tipo gite, visite, passeggiate... Appena metto piede fuori da casa, comincio a sudare come un pinguino all'equatore e dopo qualche passo la pressione mi induce a fare dietro front.
Sto bene solo la mattina, quando arrivo in ufficio. Dovrei andare in giro la mattina, con il fresco. Ma devo venire al lavoro, sicchè mi accontento di un pò d'aria fresca presa dal finestrino della macchina, del panorama sostanzialmente deserto delle prime luci dell'alba e della musica.
Moralmente è un periodo di sospensione. Non sto granchè. Sto mettendo in discussione un pò di cose, sto pensando ad altre. Mi sto dando anche della cretina, perchè, per certi versi, lo sono.
Ci sono dei sospesi. Già, dei sospesi tra me e me stessa. Non mi capisco, certe volte. Ed altre mi prenderei a schiaffi. Voglio cambiare, ma la volontà da sola non basta.
Non so se arriverò a fare qualche "colpo di testa". Solitamente sono estremamente "assennata", come dice mia madre. Già, assennata... che fregatura! Vorrei esserlo un pò di meno...

La birra era veramente fredda. Però l'ho gradita, in quest'afa di fine luglio.
Da fuori proviene un forte puzzo di bruciato. Qualcuno avrà mandato a quel paese la preziosa bistecca.
Noi donne amiamo sempre tanto. Ci mettiamo il cuore. Ci mettiamo l'anima. Ci prendiamo le botte ed anche i tradimenti. Non so se si tratti di un'educazione che ha sempre subordinato il maschile al femminile oppure è qualcosa che è insito nel DNA. Maledetto DNA...
Noi fragili e forti donne... Noi che amiamo troppo, forse nel modo sbagliato. Perchè amare troppo non è sempre amare "bene". Noi che non ci arrendiamo, che cerchiamo sempre un compromesso pur di continuare ad amare...
Stasera mi è presa così.
Ho ascoltato un pò di storie.
Sono anche io ad un punto "strano" della mia vita. Di fronte a me stessa come mai prima. In conflitto tra ragione e sentimento. Una lotta terribile e devastante. Una resa dei conti.
E mi viene su la classica domanda: ma che vuoi tu dalla vita?
Già, che voglio io dalla vita?
Each man kills the things he loves...

A volte ci vorrebbe davvero un'altra vita, come canta Battiato.
A volte non basta nemmeno l'amore di qualcuno. Non basta la salute. Non basta l'intelligenza.
Inquieti vaghiamo tra "sesso e castità", come canta - ancora lui! - Battiato. Tra tentazioni ed ascesi.
Smaniosi di Dio sa cosa, ci guardiamo intorno, ci lasciamo prendere la mano... produciamo sogni, coltiviamo speranze...
Poi, nella migliore delle ipotesi, ci ubriachiamo di parole, di immaginazione, di altri sogni... nella peggiore delle ipotesi ci ubriachiamo di alcol, ci stordiamo di droghe. Per dimenticare, dicono. Per tirare fuori quello che non riusciamo a far emergere "da svegli", dicono altri.
Non so più se questa è una vita d'inganni. Non so più se ci inganniamo volontariamente o stiamo disperatamente cercando di non farlo.
Credo che, alla fin fine, dietro tutto questo ci sia un gran bisogno di essere amati. Disperato bisogno. Solo che non sappiamo più cosa significa amare e non conosciamo più l'amore. E fraintendiamo, ci accontentiamo.
Ci vuole un'altra vita...
Intanto mi faccio una birra ghiacciata...

Aria di tempesta, pare, per Er Monnezza.
Se non altro perchè deve lavorare. Visto lo stato pietoso in cui versa la manutenzione idraulica dell'ufficio, si stanno letteralmente sfasciando a catena tutti i bagni.
Oggi l'ho intravisto, sempre più simile (anche se meno simpatico) all'omino della pubblicità dell'Aquarius, mogio mogio. Silenzioso e quasi sfuggente. Non è da lui! Di solito si ficca nella stanza del mio capo a fargli il resoconto dei lavori che non ha fatto, ma che dice di aver fatto. Oggi va su e giù quasi lungo i muri.
Niente cellulare che trilla con quattromila suonerie differenti, niente risatina da gallina che ha appena scodellato un bell'uovo, niente telefonate chilometriche... uhm... gatta ci cova...
Trotterella nel corridoio con passo felpato, neanche fosse il panterone rosa. Il capello sempre unto e lungo, l'aspetto trasandato, l'andatura caracollante.
Vuoi vedere che gli è arrivato il sospirato cicchetto?
Non ci credo più di tanto, ma non si sa mai...
Tra poco ci sarà una riunione d'ufficio. Poi la cena con i miei amici.
E' una giornata calda ed afosa. Il cielo non è un granchè chiaro, a dire il vero.
Io non vedo l'ora di partire per le ferie, di allontanarmi da qui. Lo so che non è che risolvo i problemi di base perchè, come dice Seneca, mi porto sempre dietro me stessa. Ma allontanarsi fisicamente può essere una sorta di sprone, di inizio.
L'sms di ieri sera è partito. Un altro è arrivato in risposta... Non so che ne verrà fuori. In questo momento non mi va nemmeno di starci a pensare.

E così, da lunedì, avremo 200 o 300 militari a camminare per le strade di Roma. Si, camminare, perchè dovranno andare rigorosamente a piedi. Per strada.
Con i militari ci saranno poliziotti e carabinieri. Così ci sarà più ordine, no? Così ci sentiremo più sicuri, no? Certo, perchè è la sicurezza il primo dei mali. Il Belzebù di questo paese. Non altro, la s-i-c-u-r-e-z-z-a. Giàgià.
Ma la sicurezza di chi? E la sicurezza per cosa? A cosa servono i militari nelle strade? Cui prodest, come avrebbero detto i nostri - rimpianti - antenati latini.
Non lo so. A me sembrano solo "prove tecniche di dittatura". Mi puzza terribilmente di bruciato. Terribilmente.
Ma, tanto, gli italioti, ancora una volta, daranno prova di cieca fiducia nell'operato dello psiconano e dei centoquaranta ladroni. Ed un giorno, chissà quanto lontano, ci risveglieremo con meno libertà, meno diritti, meno soldi, meno aria di prima.
Spero, allora, di essere ben lontana da questo paese.
Ricordate "panem et circenses"? Non vi ricorda niente?
Se solo non ci si ottenebrasse il cervello con idiziotelevisione! Se solo si studiasse di più la storia, la si comprendesse... Se solo fossimo un pò meno italioti ed un pò più italiani...

Il caldo pare esser ritornato a darci il cordoglio. Sto con il ventilatore acceso, in attesa che il sonno chiuda le mie palpebre.
Stamane ha telefonato il mio amico, quello che ho in comune con la "palude", con quella persona che non vuole saperne di uscire dalle sabbie mobili nelle quali è andata ad infilarsi. Probabilmente ci sta bene.
Il mio amico mi ha fatto tutta una tirata perchè non mi sono fatta sentire. Non mi andava di parlare al telefono di queste cose. Gli spiegherò "de visu" quello che devo spiegargli. Ovviamente omettendo qualche piccola menzogna. Non ce la faccio a tacere la verità, mi sentirei ipocrita se lo facessi. E non ce la faccio a frequentar lui e la "palude" come se niente fosse. Sono stufa di far finta di non sentire e di far finta di non vedere. Atteggiamenti che appartengono a qualcun'altra, non certo a me.
Domani sera, invece, vedrò un'altra coppia di amici. Con loro sto benissimo. Sarà, finalmente, una serata distensiva. Ne ho bisogno. Ultimamente ho avuto solo serate uguali le une alle altre, più o meno.
E' estate, tutti vanno fuori, soprattutto in questi mesi. L'estate è anche questo. Ho mille libri iniziati e che non riesco a terminare. Telefonate da fare, messaggi da mandare... uno lo manderò stasera e... "io speriamo che me la cavo"
, vedremo che ne esce fuori.
Domani ci sarà una riunione, in ufficio. Al solito verbalizzo. Mi prenderà il callo dello scrittore oppure ho buone probabilità di diventare un pò Dante ed un pò Fallaci, chi lo sa... Alle 14.30, dunque, sarò in conciliabolo. Seguirà fedele resoconto. Sono un pò curiosa...

Ed eccoci all'ultimo lunedì di luglio. Un luglio bollente, almeno qui nella capitale.
Un luglio che segna il primo passo verso la fine dell'estate. Agosto, si sa, è un mese di passaggio. A metà cominciano già le piogge, i rientri, l'aria più fresca... Ed alla fine di agosto si faranno i conti con l'anno passato, perchè, paradossalmente, quando finisce l'estate sembra che anche l'anno sia finito.
Ho realizzato appieno quanto ho "trascinato" un rapporto amicale. Queste "illuminazioni" mi arrivano nei momenti più impensati
. Le amicizie non possone essere trascinate, non per troppo tempo: o si risolvono, nel senso che si chiudono; oppure se ne parla e si trasformano.
Ci sono rapporti che vanno chiusi, inevitabilmente. Non c'è altra soluzione. Perchè non è amicizia quella che "succhia" all'altro ogni forza, ogni energia. Perchè se l'amico rimane indietro e non accetta la mano che gli tendi per tirarlo via dalla palude, forse è il caso di chiedersi se quella palude, in fondo, forse all'amico serve. Perchè se l'amico accetta la mano ma si lascia trascinare senza tirarsi su sulle sue zampette, il rapporto diventa quello di un carcerato con la sua palla. E l'amicizia non è certo nè una sorta di succursale della protezione civile nè una condanna a vita. E se lo diventa, c'è da fermarsi un attimo e farsi qualche domanda. Perlomeno chi, in quel momento, ha più buon senso ed intelligenza (da "intelligo" che vuol dire "capisco"), ha più responsabilità: deve fermarsi e farsi delle domande.
Sono alla soglia di un ennesimo cambiamento, lo sento. Lo preavverto da una serie di piccoli ma inequivocabili segnali che ho imparato a conoscere lungo tutto il corso della mia vita.
L'amicizia è quella che ti permette di volare in alto, non certamente quella che ti frena e ti trascina nella palude...
