Sono tornata. Ieri, per la precisione, in una caldissima giornata di inizio settembre.
L'autostrada sembrava una fornace ardente, non ho mai sofferto come ieri, nel fare un viaggio di ritorno.
Per fortuna non ci sono stati incontri con "bestioni della strada", quelli che tanti morti hanno provocato e provocano sulle nostre arterie vacanziere. La loro mole, lo riconosco, mi inquieta, quando si avvicinano, incombenti come ombre gigantesche, correndo a velocità impossibili per loro.
La vacanza è stata sin troppo breve... Avrei voluto starmene un pò di più in quella pace.
Purtroppo non sono riuscita, tra le cose che avevo da "fare", ad andare al mare. Mi ero ripromessa di andarci al crepuscolo, quando le luci sono basse e suggestive. Ma c'erano altre cose da vedere, da fare e l'onnipresente caldo a scoraggiare.
In compenso ho potuto vedere, grazie a Marzia, un'antica grotta in cui l'uomo ha lasciato notevoli tracce di sè a cominciare dalla preistoria. E' stato un pò avventuroso far sì che questo gioiello venisse aperto, malgrado fosse stato contattato, con un bel pò di anticipo, il parroco che la gestisce (è stata trasformata in santuario cristiano). Poi, però, grazie ai buoni uffici dei miei amici è andato tutto a buon fine.
Ed ho visto anche ciò che resta di un antico tempio dedicato a Demetra e Persephone, madre e figlia, venerate, un tempo, laddove sorgeva il primo nucleo abitativo di quella che, in seguito, sarebbe diventata Poseidonia e poi Paestum.
E' stata una vacanza che mi è servita per iniziare a fare dei passi verso me stessa. Per cercare di porre ordine nel disordine che avevo io stessa creato dentro di me.
Diciamo che ora sono in fase di "lavori in corso". Non faccio previsioni, non esprimo voti, semplicemente sto a guardare. Forse è l'unica cosa che c'è da fare. Lasciarsi vivere, nel senso migliore del termine, ovviamente...

